Fab IlMioNome

Fabrizio Gianpiero Ficca!

Ma allora se e' vero che i nomi condizionano la vita di una persona o ne "determinano il destino", mi segno qui un po' di appunti di viaggio.

Fabrizio: a partire dall'ultimo Medioevo, il nome si è diffuso, soprattutto nel Nord e nel Centro, dall'antico gentilizio latino Fabricius, forse di origine etrusca e di incerto significato: la più antica interpretazione ne riconduceva l'etimologia a faber,'fabbro'. Il nome fu reso illustre da Gaio Fabricius Luscino, console e censore del III secolo a. C., esempio di rettitudine e di valore durante la Guerra tarantina. La Chiesa ricorda s. Fabrizio martire, detto anche Fabriziano. E' un nome anche di diffusione letteraria, per la fama del personaggio Fabrizio del Dongo nel romanzo "Il rosso e il nero" di Sthendal del 1830. Non è facile stare accanto a Fabrizio, l'indipendenza personificata. E' totalmente incapace di obbedire e di stare alle regole; la disciplina e il senso della gerarchia semplicemente non esistono per lui. Ma con un sorriso seducente e una battuta spiritosa si fa perdonare tutto.

Gian: la sua vita si svolge all'insegna della ricerca dell'assoluto e dunque all'insegna dell'attività frenetica, mai paga, mai domata, mai sazia. Si può sempre andare oltre, aspirare a vette più alte, ambire a valori sempre più puri. Giovanni si interroga senza sosta su tutto ciò che gli accade e lotta ferocemente per trovare una risposta. La sua natura è fatta di pulsioni, di slanci, di mutamenti improvvisi, di contraddizioni. In amore è fugace, fedele alla donna che ama in quel momento ma ansioso di trovarne subito un'altra.

piero: desidera per tutta la vita essere un altro, andare altrove, possedere qualcosa d'altro, non tanto per insoddisfazione quanto per l'esigenza di rinnovare se stesso e le proprie abitudini. Per questo motivo può apparire brusco nei suoi voltafaccia sebbene, accorgendosene subito, riesca sempre a trovare qualche parola gentile o un gesto accorto per farsi perdonare.

Ficca: cognome di origine abruzzese la cui etimologia e' legata alla coniugazione del verbo ficcare alla terza persona singolare. E' un significativo test d'intelligenza, di pudore e di fantasia delle persone che incontro: non e' facile fare un commento ad un simile cognome senza essere banale o volgare (se e' una bella battuta, sul volgare chiudo un occhio).


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